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Visualizzazione dei post con l'etichetta Appunti di stagione

La salsa: una stagione in bottiglia

Il sabato mattina è sinonimo di mercato: colori, profumi, frutta e verdura di stagione. Chi urla più forte per attirare clienti, chi non urla ma ha gente da servire, chi ha un banco piccolo con due persone al massimo, chi un banco molto grande e tanta gente che si muove come in una danza per non intralciare il collega. Andare al mercato è una prova: attendere, scegliere, trattare, calcolare, rispettare. Anche i cartelli hanno un ruolo fondamentale: devono rispondere a un bisogno con uno sguardo, anche e soprattutto quando sei di fretta. “Pomodori per salsa” è il cartello che mi ha fatto fermare immediatamente davanti a quel banco. Non tanto per il cartello in sé, ma per il ricordo che c'era dietro: quello che basta un odore, un sapore o una parola per riportarti immediatamente a un preciso periodo della tua vita. Un po' come la reazione del critico gastronomico in Ratatouille dopo il primo boccone: un sapore e, improvvisamente, è di nuovo con la sua mamma che gli prepara ...

Il viaggio comincia dalle parole: tradurre un luogo

Il viaggio, per me, non inizia mai in aeroporto o in una stazione quando cerco il binario del treno su cui salire. Inizia quando, con settimane o mesi di anticipo, apro una nuova scheda del browser e comincio a cercare; oppure quando sento il bisogno di toccare con mano le guide cartacee. Anche se oggi esiste un modo più veloce per organizzare una partenza, sfogliare una guida ha ancora qualcosa di speciale: trovare informazioni che, in un'epoca in cui tutto sembra scorrere sempre più velocemente, sembrano superflue. Non c'è ancora uno zaino da riempire, né una carta d'imbarco, né vestiti da scegliere e piegare, né libri da leggere. Eppure, è proprio in quel momento che il viaggio prende forma. Leggo descrizioni di hotel, i menù dei ristoranti, provo a creare un mio itinerario, apro mappe, salvo indirizzi e posti da visitare assolutamente. Insomma, prima ancora di visitare un luogo, lo leggo e, senza accorgermene, inizio già a immaginare il mio viaggio. Ma c'è un'al...

Sobremesa: scrivere per le persone in un mondo di algoritmi

Ci sono conversazioni che finiscono quando qualcuno guarda l’orologio, altre che continuano anche quando il caffè è finito da un pezzo. Sobremesa nasce da uno di quei momenti.  Scrivo per lavoro, traducendo e raccontando realtà del food e del turismo, e ho imparato che le parole hanno bisogno di tempo prima di diventare testo.  Sobremesa è il nome che ho scelto per questo piccolo spazio digitale, dove le parole e le idee possono trovare il loro ritmo senza essere travolte dalla velocità del mondo online.  Uno spazio dove scrivo per le persone e non per gli algoritmi. Sobremesa: uno spazio da vivere Immagina di entrare in una piccola stanza dove il profumo di caffè e di libri si fondono: sul tavolo ci sono penne, quaderni, libri e appunti sparsi, come un pensiero che non ha ancora forma. Non ci sono algoritmi da soddisfare, né post perfetti, né trend da copiare.  Sobremesa è un luogo dove si rallenta (e si beve caffè… o tè!). La scelta del nome e il suo significato ...